Sposto gli occhi dalla Creastar Collection, disseminata sulla scrivania, al beffardo calendario, parecchio deluso da me: -È il 20 marzo, e non sei in India?-Sospiro, arresa… All’Holy Color Festival, le perle coral a base di borosilicati, che come nuvole scintillanti, scivolano in ombretti, lipstick, blush e creme variopinte, farebbero festa. Mi si appoggerebbero sul capo, sui vestiti, sulla pelle cadendo a terra e riempendo le strade di una luce giocosa. Holi in hindi, significa bruciare ed è un mix tra Carnevale e San Valentino, con solo più colore, gioia e… amore? Simboleggia la vittoria del bene sul male, prevede falò anti-iella, (quelli fanno sempre comodo a tutti) e attende il pleniluvio. Nessun lupo mannaro, però, solo avventure da mille e una notte: per tre giorni, infatti, le caste decadono e risvegliarsi un’intoccabile da semplice paria, è da sperare. Si dice che Krishna, innamorato di Rahda, dalla pelle avorio, per conquistarla si dipinse il volto di mille colori per celare la sua pelle scura. E se l’ha fatto lui… io tento con le Creastar Transformation, le colorama del make up. Basta passare il dito sulla polvere e un arcobaleno ti trasforma! Una magia che piacerebbe anche a sua eccellenza Krishna:). Sul mio viso è tempo di hindi party, il beauty case con i prodotti di The Innovation Company è pronto, manca solo il biglietto ma qualcosa mi invento.

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